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venerdì 10 aprile 2015

Si parte! I cittadini sono invitati ai Tavoli di Lavoro per scrivere il Programma M5S 2016

La preparazione è stata lunga, ma finalmente si parte col progetto Senti-NIL.
Il primo appuntamento sarà in Zona 4 in piazza Bonomelli al numero 4 (vicino a viale Brenta), con un "triduo", il mercoledì 15, giovedì 16 e venerdì 17 aprile prossimi alle ore 21 davanti al bar Luck Will.

L'appuntamento è rivolto a tutti i cittadini che pensano che siano loro a dover governare e non i politici, eletti "solo" come rappresentanti, ma troppo spesso con poteri discrezionali troppo ampi.
Durante gli incontri, che verranno realizzati n tutta la città, si sperimenteranno i Tavoli di Lavoro in cui i cittadini porteranno le problematiche a cui sono particolarmente legati e cercheranno una soluzione.
Le "ricette" individuate andranno a comporre il Programma del MoVimento 5 Stelle per le Elezioni 2016. 
Nella sezione "Calendario incontri" potrete verificare i prossimi appuntamenti.

Buona partecipazione a tutti!

martedì 13 maggio 2014

Chiesa Rossa: Verbale del 13 maggio 2014


Verbale riunione GdQ Chiesa Rossa
13/05/2014



Presenti: Massimo, Daiana, Marialaura, Silvia, Stefano, Franco, Fabio Scatena, Valentina Lorè, Valerio Volpi.


Fabio, Valentina e Valerio, essendo alla loro prima partecipazione a un GdQ, sono invitati a fare da auditori per apprendere le dinamiche del gruppo, come di consuetudine; come si vedrà, parteciperanno - per quest’oggi - solo all’ultimo giro di tavolo.
Per decidere l’argomento di discussione si passano in rassegna quelli provvisoriamente “esclusi” nell’ultima riunione, ai quali, ovviamente, si dà la possibilità di aggiungerne altri di nuovo interesse. Così, dopo un doppio giro di tavolo in cui a “battersela” sono stati il tema della riduzione del traffico in piazza Abbiategrasso (ripreso tra le possibili scelte dell’ultima riunione e sicuramente da riproporre nelle prossime) e quello del potenziamento della raccolta differenziata, eventualmente prendendo in considerazione l’esperimento di raccolta remunerata (argomento nuovo, inizialmente proposto da Massimo sull’esempio di realtà che già la sperimentano), ad avere la meglio è proprio quest’ultimo, per quattro voti contro due.
Segue la trasposizione dei giri di tavolo sull’argomento in questione, sicuramente da esaurire in almeno un’altra riunione dedicata.


Marialaura: “Sarebbe bello se la Zona 5 sperimentasse l’idea della raccolta differenziata remunerata, sarebbe un ‘vanto’ per il nostro Consiglio di Zona! Si potrebbero installare uno o più punti in Zona dove si consegnino i rifiuti riciclabili e si riceva un certo compenso, ad esempio mettendoci un pensionato, un esodato, qualcuno che sia pagato per svolgere questa mansione (pur non avendo nulla in contrario alle macchine automatizzate). Secondo me, ad esempio, punti del genere dovrebbero essere fissi nei centri commerciali o nei grandi negozi, dove la gente passa sempre più tempo e dove si producono sempre più rifiuti. Ricordiamo, comunque, che uno degli scopi principali della politica del MoVimento è quello del Rifiuto Zero, cioè di arrivare a non produrre più rifiuti per come comunemente li intendiamo, ossia cose da buttar via e non più utilizzabili e sfruttabili in alcun modo.”

Stefano: “Mi piace molto questa idea, il fatto che la raccolta differenziata sia remunerata potrebbe invogliare tutti gli italiani a farla! E poi ce n’è di tempo prima che si raggiunga l’obiettivo del Rifiuto Zero, per cui intanto bisogna darsi da fare in qualche modo! Per me andrebbe bene installare queste macchine in qualsiasi posto, solo bisogna informarsi su chi ha le competenze necessarie per attuare una cosa simile, se la Zona o il Comune, o se si può far riferimento a una specifica Commissione e in che modo… “

Franco: “Anch’io accolgo l’idea di queste “riciclerie” distribuite sul territorio. Pensiamo di presentarla come mozione in Consiglio di Zona o di inserirla nel Programma? Se le due cose non si escludono, potremmo farle tutte e due! Penso alle bottiglie di vetro: una volte le si rendeva, perché non possiamo fare così ancora oggi? C’è chi dice che è perché se ne rompono troppe, ma in realtà se ci si informa si scopre che solo una bottiglia su dieci si rompe!”

Silvia: “Io credo che tutto ciò di cui parliamo e le soluzioni che proponiamo avranno breve durata se ciò a cui tendiamo è il Rifiuto Zero! Quanto al compenso, sono del parere che sarebbe meglio dare qualcosa di diverso dai soldi, come ad esempio biglietti dei mezzi pubblici (come fanno i Giapponesi), altrimenti ci sarà sicuramente assalto e sciacallaggio verso questi punti di raccolta… Insomma, servizi e non soldi. Per fare una prima sperimentazione, si potrebbe chiedere all’AMSA se nella nuova ricicleria sulla Pavese si può installare qualcosa del genere; si tratterebbe di agire a livello comunale, il che potrebbe non essere impossibile visto anche l’interesse del Comune a cooperare con la grande distribuzione nella vendita dei liquidi alla spina.”

Massimo: “Potremmo collegare a questa mozione sui punti di raccolta remunerata la richiesta di agevolare i negozi che, in Zona, fanno vendita al minuto, al dettaglio, per ridurre le confezioni dei prodotti. Anch’io concordo sul sostituire, ove possibile, la remunerazione in servizi a quella in denaro, e sul tenere fissi questi punti nei centri commerciali e nei grandi negozi, dove c’è sempre più gente e si producono sempre più rifiuti. Dalla nostra mozione dovrà emergere che tutto ciò che vogliamo è in vista del traguardo Rifiuti Zero, e che quindi quello che proponiamo è in qualche modo una soluzione temporanea. Anche se il suddetto traguardo sembra molto lontano, credo che possiamo farcela, specie andando al governo! Intanto mi chiedo se il CdZ possa essere istituzionalmente uno degli attori in gioco: informiamoci per bene, anche per quanto riguarda l’aspetto tecnico e pratico, studiando le esperienze già fatte da altri con la raccolta differenziata remunerata.”

Daiana: “Sono molto favorevole a questa idea, essendo da sempre particolarmente affezionata all’idea di riduzione dei rifiuti e di raccolta differenziata; concordo sul remunerare in servizi piuttosto che in soldi, eventualmente studiando soluzioni ad hoc. Segnalerei inoltre un punto che mi sta molto a cuore, che è quello di sensibilizzare le grandi aziende alimentari (molte con sede a Milano, peraltro) sulla riduzione degli incartamenti dei prodotti, che sono davvero eccessivi e troppo voluminosi, magari chiedendo che siano agevolate in qualche modo quelle che ne utilizzano di meno e che, almeno, mettano in bella vista le icone che indicano come smaltire le varie parti della confezione (icone che, ad oggi, solo pochissimi marchi utilizzano e stampano sulle confezioni).”

Marialaura: “Quanto alle bottiglie di vetro di cui parlava Franco, a quanto ne so costa più riciclarle che buttarle via, perché arrivano da tutta Italia e anche da fuori, posti dove sarebbe molto oneroso farle tornare (senza contare che ogni bevanda, il vino in particolare, ha bottiglie fatte in un certo modo che non possono essere riciclate per altri prodotti). Quanto alle macchine per la raccolta remunerata, pur non avendo nulla in contrario alle cose automatizzate, possono andar bene ad esempio in Giappone, dove la gente è civile ed educata, mentre in Italia già si sa che ci si butterebbe dentro qualsiasi cosa pur di avere il previsto compenso (a meno che non siano fatte in modo da “rilevare” il tipo di rifiuto che vi si sta introducendo): deve esserci una persona a gestire e controllare, non possiamo farne a meno! So che questa persona andrà pagata, e a questo punto si potrebbe chiedere un aiuto finanziario al Consiglio di Zona, che potrà almeno contribuire in tal senso.”

Stefano: “Purtroppo devo concordare che qui in Italia le macchine verrebbero facilmente boicottate, quindi o le si tiene sotto stretto controllo con telecamere e altri dispositivi o si tiene sul posto una persona a gestire e controllare il tutto. Ovviamente ci sarà da informarsi e capire bene come mettere in moto la cosa, io personalmente non ne so molto… Quanto al compenso, sono più per i soldi (anche pochi) che per altre cose, poiché almeno sono usufruibili davvero da tutti: se si dessero biglietti del tram, ad esempio, cosa me ne farei io che ho l’abbonamento? Rischieremmo di stimolare meno gente a fare la raccolta differenziata… Per quanto riguarda le cose da scrivere nella mozione, invece, non credo sia una buona mossa quella di precisare che tutto ciò è solo una soluzione provvisoria: potremmo passare per poco convinti di quello che facciamo.”

Franco: “Mi soffermerei sulla questione della macchina: io, personalmente, preferisco recarmi dove c’è un essere umano, come quando, in autostrada, sono più contento se mi trovo al casello con la persona piuttosto che a quello automatizzato! Tenderei a dare fiducia alla persone, anche perché senza di essa tutto ci diventerebbe impossibile!”

Silvia: “Vero che questa scelta della persona presente creerebbe anche dei posti di lavoro, l’idea in sé mi piace, solo che il mondo va nel senso contrario, cioè quello dell’automatizzazione! Quindi dovremmo anche prendere in considerazione l’idea che quella persona possa non essere pagata, essere un volontario, quali siamo noi attivisti da tanto tempo… L’importante è che in qualche modo si controlli quello che avviene in questi punti e che la raccolta differenziata remunerata si svolga in modo civile e senza intoppi. Quanto al passare all’azione: come sempre, tutto sta a capire chi è che ci guadagnerà! Solo così potremo individuare la giusta strategia senza essere “abbandonati”. Ad esempio, chi è che ci ha guadagnato in quei pur piccoli paesini dove l’esperimento è già stato attuato?”

Massimo: “E’ quasi paradossale doversi chiedere ‘a chi giova?’, perché in realtà, giovando alla società, dovrebbe essere sacrosanto dovere delle istituzioni utilizzare i (nostri) soldi per mettere in atto queste soluzioni. Al di là di ciò, gioverebbe per cominciare a chi costruisce queste macchine, anche se bisognerebbe conoscere gli effettivi costi di produzione, ecc.. Anch’io sono per il controllo umano dato il modo di fare che ha l’italiano medio; tornando, infine, sulla questione della provvisorietà di queste soluzioni ritengo che il ribadirlo non voglia dire essere poco convinti delle soluzioni stesse, ma il far capire che nonostante tutto non ci dimentichiamo dell’imprescindibile traguardo del Rifiuto Zero.”

Daiana: “Confermo il mio accordo sulla necessaria presenza di una persona a controllare la raccolta, poiché non ho il minimo dubbio (e di questo mi rammarico) che in caso contrario ci sarebbe un immediato boicottaggio delle macchine; d’altronde l’assenza di controllo durante l’atto di gettare i rifiuti è anche alla base della pessima raccolta differenziata che si fa nei condomini, dove pure si dovrebbe intervenire per ridurre lo scempio a cui tutti, dando una rapida occhiata nei bidoni dei nostri cortili, possiamo assistere. Ribadisco la mia intenzione di stendere una mozione che punti a vincolare le grandi marche della distribuzione alimentare a ridurre gli incartamenti e a stampare su di essi più grandi e ben comprensibili le icone che guidano al loro smaltimento.”

Marialaura: “Per incominciare a informarci, vi faccio il nome di Danilo Boni, che si occupa proprio di rifiuti. Per il resto, sappiamo benissimo come gli interessi del Comune e dell’AMSA siano fortemente intrecciati al fine di fregarci, quindi la soluzione è scoprire quali sono questi interessi e trovare un escamotage, non c’è altra soluzione! Sono particolarmente favorevole alla dislocazione di siti di raccolta remunerata in Zona, anche perché potrebbero essere l’inizio di un “ritorno al passato”, di una “devoluzione felice” in cui la vecchietta prende i rifiuti dal cortile del proprio palazzo per portarla lì dove sarà pagata per la loro consegna! A me una cosa del genere va bene! Infine, anche se Rifiuti Zero sembra solo un’utopia io credo che un giorno potremo arrivarci: pensiamo a quanto ci sembrava impossibile l’eliminazione dei dannosissimi sacchetti di plastica, eppure adesso è realtà (anche se non sono ancora tutti scomparsi e la plastica bio è ancora troppo costosa)!”

Valerio: “A Milano sarà senz’altro una bella sfida..! Altrove (come in Germania) è tutto più semplice perché ci sono una cultura e un sistema diversi, ad esempio il reso del vetro lì funziona benissimo… Qui bisognerà effettivamente capire che costi e che interessi gireranno intorno a tutto il progetto. Io punterei a “rafforzare” i meccanismi di differenziata che ci sono già, come le riciclerie urbane: ce ne sono ma sono mal pubblicizzate!”

Stefano: “Ci vorrebbero macchine ‘intelligenti’ che capiscano quando si cerca di introdurvi qualcosa che non va bene, magari ributtandolo fuori… Potremmo effettivamente iniziare a sentire Danilo Boni e vedere se lui sa qualcosa di come funzionano queste macchine e come possano essere introdotte nel nostro territorio.”

Fabio: “Il rifiuto segue la strada del profitto: nel costo del prodotto è compreso anche quello per il suo smaltimento! Come diceva Valerio, in Germania il reso delle bottiglie di vetro funziona egregiamente. A Rifiuti Zero ci si arriva disincentivando la produzione delle bottiglie di plastica, “punendo” in qualche modo chi ancora lo fa o chi non accetta i resi delle bottiglie, non solo quelle di vetro: sono certo che le massaie prenderebbero volentieri l’abitudine di recarsi a riempire di detersivo il flacone vuoto se avessero tutta la comodità e la disponibilità per farlo.”

Franco: “E’ vero che la bottiglia resa ha un suo costo per tornare da dove è venuta, ma alla fine dei conti il reso fa guadagnare! E se la cosa ora non è possibile perché i produttori di vino ci tengono a fare la bottiglia in un certo modo solo per l’estetica, così che non è possibile riutilizzarla per un altro tipo di vino, quello è un problema loro! Dobbiamo sorvolare su queste cose a favore di una causa maggiore, spingendoli a fare bottiglie tutte uguali, se necessario.”

Valentina: “Conosco studentesse, in particolare del Politecnico, che stanno giusto studiando le modalità per raggiungere l’obiettivo Rifiuti Zero, progettando e brevettando vari espedienti. Perché non sfruttare queste occasioni? A questo proposito mi domando perché l’AMSA nega il permesso agli studenti e ricercatori di prelevare del materiale di scarto per lavorarci; potrebbe essere molto utile, ad esempio, anche come materiale grezzo per le stampanti 3D! Bisogna far leva su questi concetti di riuso, riciclo, reinvenzione dei materiali, sfruttando spazi dove li si metta in pratica e dove si effettuino, ad esempio, degli scambi: una certa quantità di plastica da ‘buttare’ per il quantitativo di strofinacci che con quella plastica si riescono a produrre!”

Silvia: “Noto che l’argomento porta a molte idee e proposte… Ma alcune devono diventare legge, come il divieto assoluto dei sacchetti di plastica nella grande distribuzione! Ancora, si potrebbe chiedere al Comune di agevolare in qualche modo i negozi di vendita di liquidi alla spina, così che possa diventare accattivante non solo l’idea di frequentarli, ma anche di aprirli e di adottarne la politica di commercio.”

Massimo: “Sono d’accordo sull’idea di potenziare le riciclerie urbane già esistenti: la cosa può andare di pari passo con la differenziata remunerata! Però bisogna dire che la ricicleria, purtroppo, si basa su un’etica diversa, che è ancora quella del gettare il rifiuto senza alcun tipo di ricavo né in termini economici, né energetici né sociali. Tornando sulla questione del come scrivere la mozione, rispondo a Stefano: alla fine siamo d’accordo, il voler precisare che si tratta di soluzioni temporanee è solo per far capire che non trascuriamo il lungo termine.”

Fabio: “Se mi dessero un tot di euro per portare personalmente un televisore in ricicleria o altrove, io lo farei volentieri, ci porterei anche quello del mio vicino!: perché non pensare a incentivi del genere, specie ora che questi rifiuti non possono essere più lasciati in strada all’AMSA e che quest’ultima chiede un bel po’ di soldi per ritirare certi rifiuti a domicilio?”

Daiana: “Tanto per iniziare a tirare le somme, resto dell’idea della necessità di due interventi, uno più “in alto” (vincoli alla grande distribuzione, eventualmente da pensare come mozione inter-zonale, cittadina) e uno più “in basso” (mozione presso il CdZ per l’avvio della raccolta differenziata remunerata). Ovviamente, sono per dare la priorità a quest’ultima, quindi non ci resta che iniziare a informarci e documentarci.”



La riunione a questo punto si scioglie e si dà appuntamento a fine maggio/inizio giugno (data da destinarsi) per proseguire sul corrente argomento.



Daiana Filloramo

martedì 15 gennaio 2013

Piola: Verbale incontro del 15 gennaio 2013



Partecipanti: Giovanni (e moglie), Guido, Silvana, Monica, Alex, Bruno, Fabio

Bruno
  • Dato che la discussione della scorsa volta riguardava affitti e case, chiede se l'argomento oggi possa essere sviluppato anche relativamente alla situazione osservabile in citta`, con grossi proprietarii di immobili che producono situazioni di degrado, mancanza di concorrenza, oppure tengono sfitti i propri immobili.
  • Pensate che sia opportuno limitare il numero di immobili posseduti da un unico proprietario?

Fabio
  • Non ha senso porre limiti al possesso di immobili
  • una persona che conosco ha 3 palazzi in città
  • non mi sembra corretto mettere un limite
  • se, però, qualcuno ha una proprietà è giusto che paghi le tasse in modo adeguato
  • non mi sembra giusto pagare le tasse su un immobile su cui sussiste un mutuo se è prima casa
  • è giusto pagare tasse proporzionali al numero di proprietà
  • servono scaglioni proprio come si pagano le tasse sul reddito
  • pero`, nell'irpef, l'ultimo scaglione è troppo basso, e secondo me andrebbe alzato, perche` solo chi guadagna tanto deve essere tassato tanto
  • con l'immobile non si può evadere, per questo applicano le tasse sugli immobili
  • il prezzo degli affitti è altissimo, ma non penso a causa di proprietari che fanno cartello

Giovanni
  • considero una provocazione ciò che ha detto Bruno e secondo me non va bene
  • per quanto riguarda le case, l'altra volta eravamo arrivati al risultato che non si è ancora riusciti a gestire correttamente il problema degli affitti
  • si potrebbe instaurare un rapporto di convenienza reciproca tra affittuario e il proprietario
  • occorre avere una garanzia che l'immobile...
  • chi entra deve essere in grado di pagare l'affitto con il proprio salario
  • deve avere la garanzia di non trovarsi dalla sera alla mattina sulla strada
  • si potrebbe mettere insieme le parti e trovare la soluzione
  • diventa una cosa laboriosa e difficile (trovare soluzioni ad hoc), ma non mi sembra impossibile
  • i grandi proprietari dettano le loro regole (o così, o così)
  • in questo caso lo Stato deve regolamentare (ma non opprimere)
  • lo Stato deve dare un sostegno, non come quelli di ora che sono cose sporadiche
  • la povera gente non ha neanche il coraggio di andare a chiedere il sussidio
  • questo sì che dovrebbe essere un compito del consiglio di zona

Guido
  • mi ricollego al discorso di Giovanni
  • chi vuole acquistare “n” appartamenti deve essere libero di acquistarli per produrre reddito, ma che siano disponibili a prezzi accessibili
  • occorre incentivare l'affitto
  • con l'utile deve naturalmente pagare le sue tasse
  • questo utile deve essere sufficiente per non sottrarre capitali a questo mercato (ad es. speculando in borsa se il guadagno e` maggiore, ed evitando di investire negli immobili).

Silvana
  • pensavo di utilizzare i Consigli di Zona, col catasto, e con tutte le istituzioni che si occupano di casa per creare una “bacheca” per far incontrare chi cerca in affitto e chi propone
  • in tal modo si potrebbe anche aiutare chi ha questa necessità
  • questo elenco deve passare dalle istituzioni
  • nel nostro palazzo c'è un proprietario che ha affittato a due persone (che figurano solo sulla carta, ma non sono mai presenti) che subaffittano a extracomunitari e sono talmente tanti e si alternano cosi` frequentemente, che lasciano direttamente la porta aperta

Monica
  • anch'io concordo su nessun limite ai diritti di proprietà
  • una delle proposte fatte da Silvana è interessante (quella delle istituzioni a garanzia)
  • una proposta potrebbe essere di agevolare la detraibilità dell'affitto ad esempio, senza il limite di reddito per poterne usufruire
  • i controlli dovrebbero essere fatti maggiormente su quelli in nero, per evitare di ritrovarsi con affitti esorbitanti
  • inoltre, se so qual è l'offerta della piazza ho maggiore concorrenza
  • occorre trovare il modo per fare controlli
  • uno, poi, può avere tante proprietà, ma e` giusto che contribuisca maggiormente alle tasse
  • a volte, chi affitta questi immobili li affitta in condizioni scadenti, per cui e` opportuno trovare il modo per mantenere il decoro del palazzo

Alex
  • Occorrerebbe partire a monte: perché vengono realizzate tante case che poi rimangono vuote?
  • una volta le case venivano vendute all'inizio dei lavori e anche prima di iniziare lo scavo, mentre ora per vendere tutti gli appartamenti passano anche tre o quattro anni. Le banche hanno stretto i cordoni dei mutui, ma le case vengono costruite ugualmente.
  • il mercato immobiliare mostra una contraddizione in termini: ci sono tante case sfitte, ma gli affitti sono ugualmente alti e anche i prezzi delle case in vendita non sono di certo ai livelli di 10 anni fa.
  • chi costruisce si divide in chi puo` aspettare la buona occasione per vendere col massimo profitto (e cosi` fanno anche i privati che ritardano la vendita) e chi non pensa di vendere, ma utilizza gli immobili come ipoteca, per ricevere altri prestiti dalle banche per i nuovi lavori
  • il risultato e` che il mercato e` quasi fermo e i prezzi degli immobili scendono poco
  • in questo scenario non c'e` reale interesse ad affittare o a vendere, ma prevale l'attendismo
  • nonostante tutti questi immobili inutilizzati, non viene aumentata la disponibilità sul mercato immobiliare e quindi la concorrenza
  • il problema e` a monte e quindi occorrerebbe ridurre le possibilità di costruire nuovi palazzi
  • per diminuire gli affitti bisogna disincentivare le case vuote e il possesso di palazzi vuoti, facendo pagare piu` tasse in questi casi
  • al momento, in Italia i palazzinari vengono tutelati nonostante stiano rubando spazio vivibile ovunque e nelle citta` in special modo (perche` lo spazio e` gia` poco)
  • dieci anni fa, i prezzi degli immobili sono potuti aumentare, perche` le banche erogavano mutui facilmente e gli interessi sui mutui erano bassi, cosi` il prezzo delle case aumento`
  • quando i prezzi salirono, la gente dovette pagare di piu` per acquistare una casa. Chi ci speculo` non era di certo il privato che vendeva per acquistare altrove, ma chi costruiva.

Bruno
  • volevo evidenziare una cosa che non funziona nei discorsi fatti
  • secondo me si dovrebbe distinguere tra le regole di affitto fino al proprietario di 2 o 3 appartamenti, fino a quando si arriva a proprietari di interi palazzi
  • il proprietario è giusto che affitti secondo una certa dinamica
  • il grosso proprietario deve affittare secondo regole più stringenti
  • se un palazzo è di una persona sola, questo può non avere intenzione di fare manutenzione
  • per i grossi proprietari si deve avere un vincolo per la manutenzione e il decoro
  • se si riesce a fare affittare i grandi proprietari, i piccoli proprietari dovranno adeguarsi alle nuove dinamiche di mercato e il prezzo diminuisce di conseguenza
  • aumentare molto l'imu ha una ricaduta sull'affitto
  • è un meccanismo per cui bisogna stare attenti a non tassare troppo la quinta, sesta, ecc. casa, atrimenti ci sarebbe un'incidenza troppo elevata sugli affitti
  • se uno affitta, si deve rimuovere l'imu

Fabio
  • il tema è tentacolare e si allarga
  • il tema è legato anche ai salari
  • all'estero (nord Europa) il reddito medio è più alto e gli affitti son più alti
  • l'appartamento a Milano in cui sono venuto a vivere nel 2005 costava 1100 euro al mese
  • occorre lavorare sul rapporto tra reddito e affitti, piuttosto che sul valore assoluto
  • l'Italia è stata devastata così tanto che la protezione non esiste
  • se qualcuno ci cade dentro, nessuno lo aiuta
  • alla mensa Opera San Francesco c'è sempre una lunga coda
  • non ci sono solo extracomunitari, ma anche persone insospettabili
  • questo per dire che non esiste stato sociale
  • in Olanda, l'agenzia di collocamento dice: ti trovo il lavoro e ti do un reddito temporaneo.
  • Dopo un po' di proposte ti sgancia
  • volevo agganciarmi a Silvana
  • in Svizzera c'è l'agenzia di Stato Federale: chi affitta e il proprietario sono registrati
  • ci vorrebbe come là una bacheca (anche web) in cui vengano rilasciati commenti sugli appartamenti in affitto, e con una garanzia statale, ecc.

Giovanni
  • al Comune hanno istituito un centro che promuove gli affitti a studenti
  • hanno fatto un censimento di cittadini disponibili (specialmente di anziani) per chiedere disponibilità per affittare a studenti
  • volevo fare una casistica delle condizioni di mercato degli affitti
  • col decreto Monti, si aveva un abbattimento del 15% sul reddito dichiarato
  • se si faceva un contratto convenzionato, si avevano dei prezzi calmierati
  • certamente dovevi trovare proprietari che si accontentavano di prendere di meno
  • questo prima di introdurre la cedolare secca, che tuttavia pare non abbia funzionato (in base agli ultimi dati del Sole 24 Ore)
  • comunque, esiste già una distinzione tra grandi proprietari e piccoli: se uno fa una SIC ed ha x appartamenti, non paga tasse
  • a Rubattino, De Corato e Lupi avevano promesso i servizi prima, ma non hanno mantenuto la parola
  • anche questo e` il problema delle nuove costruzioni

Guido
  • quando si rilasciano le licenze edilizie per costruire, PRIMA si devono far costruire i servizi e POI i palazzi
  • anche gli imprenditori dovrebbero essere obbligati ad allocare gli appartamenti ai dipendenti a prezzo calmierato
  • la Falck aveva le case che poi ha venduto ai dipendenti

Silvana
  • per i palazzi nuovi che costruiscono, c'è dietro il riciclaggio
  • i Comuni ci guadagnano sugli oneri di urbanizzazione
  • ma se non si costruiscono più case, tutto l'indotto si ferma
  • per quanto riguarda la bacheca on line, servirebbe anche per stabilire chi cerca in affitto, se ha situazione patrimoniale adatta per quell'appartamento. L'incontro dovrebbe essere gestito a dovere
  • i contributi per gli affittuari, dovrebbe esserci anche adesso, ma hanno diminuito il plafond a disposizione

Monica
  • uno degli argomenti dell'edilizia può essere sostituito col recupero del patrimonio
  • uno dei limiti ad alcune aziende per non tenere in pancia immobili sfitti può essere proprio la vendita o l'allocazione di altri immobili
  • io potrei pensare di sostituire gli oneri di urbanizzazione con interventi immediati (servizi, che in realtà già fanno ma guadagnandoci)
  • le case sociali: e` da approfondire il discorso dell'attribuzione di queste case, che negli ultimi anni ha visto il coinvolgimento della malavita
  • il paradosso e` che il Comune non ha neanche la visione degli appartamenti di cui è proprietario

Alex
  • Mi piaceva il discorso di Guido della responsabilita` del datore di lavoro verso i suoi dipendenti, anche riguardo il pagamento degli affitti dove abitano.
  • questo implicherebbe che l'imprenditore non possa acquisire manodopera senza interessarsi di come vivano i propri dipendenti
  • se esistesse una sorta di certificazione globale dei metodi produttivi di un'azienda, la qualita` del lavoro svolto dovrebbe riguardare anche le condizioni di vita dei lavoratori e come vivono (cioe` se vivono in 10 in una stanza, piuttosto che 1 in un trilocale)
  • in tal modo non sarebbe piu` cosi` conveniente acquisire manodopera a basso costo da regioni depresse e verrebbe incentivato l'uso di manodopera locale
  • Per quanto riguarda i piccoli proprietari di immobili, attualmente non ci sono leggi che possano proteggerli e garantirli da inquilini morosi o contratti piu` lunghi di 4 anni e molto spesso ricorrono al nero come unico mezzo per non sottoscrivere contratti e non essere vincolati
  • ci vogliono dei meccanismi per proteggere sia i proprietari che gli inquilini, con contratti piu` flessibili e strumenti di garanzia piu` efficaci (ad es. se il Comune garantisse i proprietari in caso di morosita` dell'inquilino)
  • In Germania ci sono appartamenti a costo bassissimo per lo stato sociale , tipo case popolari con grossa disponibilità

Bruno
  • tutela dei proprietari
  • dovrebbero essere protetti anche gli inquilini
  • ci possono essere forme di contratto differenti a seconda delle necessità
  • si potrebbe ripensare alle case popolari
  • se all'interno di un palazzo ci sono 2 o 3 appartamenti popolari, forse potrebbe funzionare meglio la manutenzione del palazzo, piuttosto che fare palazzi solo popolari
  • occorre ripensare agli investimenti: occorre acquisire case all'asta da parte del Comune
  • gli oneri di urbanizzazione devono essere sostituiti con “oneri di ristrutturazione”: se vuoi costruire devi ristrutturare appartamenti del comune

Giovanni
  • negli ultimi insediamenti di Rubattino, il 10/20% sono convenzionati/sovvenzionati
  • in giro per Milano ce ne sono già di questo tipo
  • l'affittuario può abbandonare in qualsiasi momento, ma non così per chi affitta e non esiste un contratto minore dei 4 anni
  • per quanto riguarda la ISO 9001, questa normativa è una bufala. Tutti quelli che dicono di essere certificati, buttano soldi, perchè servono solo per certificare le procedure che gia` l'azienda usa.

Monica
  • buoni gli oneri di ristrutturazione

Fabio
  • dai nostri discorsi risulta confusione legislativa e comportamentale. In qualsiasi discussione, pare che l'unica ricetta sia incrementare il controllo
  • in Spagna hanno una struttura sociale migliore della nostra. Lì non puoi costruire un palazzo senza servizi
  • qui in ogni dove c'è il vuoto totale delle Istituzioni

martedì 1 gennaio 2013

Abbiategrasso: Documento finale del 1 gennaio 2013


DOCUMENTO FINALE
GRUPPO ABBIATEGRASSO/DE SANCTIS

Tema: SOVRAFFOLLAMENTO AUTOMOBILI IN QUARTIERE


PARTE 1 – problematiche sentite e denunciate dal Gruppo:

  • L’”egemonia dell’automobile” è prima di tutto una questione culturale, una piaga sociale contemporanea che, nonostante la crisi ambientale e il disincentivo rappresentato dal caro benzina in tempi di crisi economica, non sembra mostrare un sensibile declino.
  • Le persone utilizzano l’automobile estremamente spesso, molto più di quanto realmente necessario per i loro spostamenti e attività, ossia anche su brevi percorsi e per facili commissioni tranquillamente svolgibili a piedi o tramite mezzi pubblici.
  • Molte automobili sono utilizzate da una sola persona alla volta, anche laddove ciò sarebbe effettivamente evitabile, diminuendo così il numero di auto in circolazione.
  • Piazza Abbiategrasso e i suoi dintorni, soprattutto a causa della presenza del capolinea della MM2 e di due linee di tram (3 e 15) molto frequentate, sono perennemente congestionati, così che muoversi e trovarvi parcheggio è molto complicato, e non solo nelle ore di punta.
  • Sempre a causa della presenza delle suddette fermate di mezzi pubblici, già al mattino presto le automobili di chi, provenendo da fuori, si ferma per addentrarsi in città sono parcheggiate ovunque possibile, entro buona parte del quartiere, “rubando” il posteggio alle auto degli stessi residenti.


PARTE 2 – collegamenti con argomenti concernenti il discorso Sovraffollamento Auto:

  • Tutte le problematiche esposte sono collegate a doppio filo con quella del funzionamento dei mezzi pubblici: usare meno e meglio l’automobile in città significa poter disporre di mezzi più e meglio funzionanti, non solo all’interno di Milano ma anche e soprattutto a livello di collegamenti con l’hinterland e con le altre province, da cui e verso cui il flusso dei pendolari dovrebbe essere il meno problematico possibile, proprio perché ci si senta invogliati a utilizzare i mezzi e svantaggiati a prendere l’auto. Risulta quasi scontato, pertanto, che i collegamenti migliorino in frequenza, capillarità, pulizia, ammodernamento e automazione.
  • Oltre ai mezzi pubblici, le alternative alle automobili in città sono molteplici, e vanno anch’esse potenziate: il bike-sharing, il car-sharing, il radiobus, o addirittura il preferire lo scooter all’auto: pur essendo anch’esso un mezzo a motore, è senz’altro meno inquinante e ingombrante, e l’introduzione di incentivi al motorino potrebbe costituire un’idea positiva.
  • Non potendo eliminare tout court le automobili in circolazione, la creazione di parcheggi (tra cui quello progettato in piazza Abbiategrasso) che creino disponibilità di posti e facciano ordine nel caos dei posteggi sembra l’unica soluzione a breve termine, nonostante l’impatto estetico e ambientale che ne deriva: è necessario che la loro progettazione e costruzione avvenga nel rispetto delle regole e della sostenibilità.
  • Il PGT non dovrebbe prevedere la vendita di abitazioni prive di garage o box auto, e non dovrebbe essere così agevole trasformare i garage delle abitazioni in ampliamenti di queste ultime o in locali adibiti ad altri scopi.
  • Incentivare il telelavoro potrebbe costituire un’utile soluzione al problema del quotidiano spostamento di migliaia di persone da e verso i posti di lavoro.


PARTE 3 – soluzioni proposte dal Gruppo per rimuovere le cause dei problemi esposti:

  • E’ necessario lanciare un messaggio che sia in controtendenza con tutti quelli che, sfruttando ogni canale di comunicazione possibile, inneggiano all’auto come strumento irrinunciabile, come bene che è scontato possedere, e che nel farlo presentano l’automobile stessa come bella, smagliante, versatile, nobilitante… Come MoVimento 5 Stelle vogliamo e possiamo sponsorizzare tutto ciò che sia alternativo all’automobile, prima di tutto i mezzi pubblici, utilizzando canali diversi da quelli canonici, notoriamente monopolizzati da forze politiche e manageriali solidali all’industria dell’auto. La nostra idea è di realizzare uno spot pubblicitario (anzi, potremmo dire “anti-pubblicitario”) che in modo spiritoso e ironico demonizzi l’abuso dell’auto e sponsorizzi invece quello dei mezzi pubblici; potremmo usare le nostre semplici risorse umane e tecniche per farlo, e poi diffonderlo in internet o in qualsiasi canale di comunicazione sia disposto ad “ospitarci”. Il Gruppo avrebbe già belle idee di base da cui partire, sia per quanto riguarda la forma che il contenuto del lavoro.
  • Oltre che tramite lo spot, si potrebbe fare della campagna “no-auto” un tema ricorrente dell’attività del MoVimento, che potrebbe proporlo nei suoi banchetti informativi o in marce, biciclettate e dimostrazioni in cui si potrebbero indossare magliette o spille a tema, e così via.
  • Nel disincentivo all’uso dell’automobile rientrerà senz’altro l’invito esplicito ad utilizzarla in più persone contemporaneamente, soprattutto nell’ambito della stessa famiglia o tra colleghi di lavoro. Per ora il nostro resterà solo uno sponsor in tal senso, essendo molto complicato identificare un metodo per “premiare” i tanti a bordo e “sanzionare” i pochi, perché si rischierebbe di punire chi, effettivamente, non può far altro che utilizzare l’auto da solo.
  • Si auspica che chi di competenza inizi a lavorare su un progetto effettivamente realizzabile per limitare l’afflusso di automobili da fuori città: la nostra idea è che dovrebbe poter entrare con l’auto in Milano solo chi davvero vi svolge un’attività lavorativa o qualunque altra cosa necessiti dell’uso dell’auto stessa per motivi medico-sanitari, di trasporti eccezionali ecc.., esibendo un documento che lo certifichi, dunque che non si rechi in città per semplici visite, compere o per tutto ciò che potrebbe essere fatto tranquillamente usufruendo dei mezzi pubblici. I controlli potrebbero essere a sorpresa, arbitrari, essendo certo impossibile istituire “posti di blocco” all’ingresso in città, e le sanzioni per chi infrange le regole dovrebbero essere assolutamente intransigenti.
Rendendoci conto che si tratta di un progetto che esula dalle nostre competenze e possibilità, ci rimettiamo come detto alla riflessione e al lavoro di persone esperte, credendo che un’iniziativa del genere, soprattutto nel nostro che è un quartiere di confine con l’hinterland sud, possa arginare consistentemente l’afflusso di auto dall’esterno e contemporaneamente lanciare il messaggio che queste possono essere utilizzate in Milano solo per motivi seri e certificati.
  • Resta fondamentale l’incentivo all’uso delle biciclette come mezzo alternativo all’automobile, e dunque è utile che si potenzi il servizio di bike-sharing: chiediamo che si identifichino in quartiere, principalmente in piazza Abbiategrasso o in zona immediatamente adiacente, aree in cui sia possibile installare punti BikeMi, cercando di risolvere tutti i problemi tecnici (di connessione, ecc..) eventualmente presenti.
  • Già da tempo si sente parlare di strisce blu in quartiere allo scopo di tutelare i parcheggi dei residenti; chiediamo delucidazioni su quanto si sta già muovendo in tal senso, e che si monitorino le strade più problematiche e prossime alle fermate dei mezzi pubblici per iniziare il prima possibile a tracciare strisce blu/gialle, nel rispetto del diritto di tutti a trovare strisce bianche entro cui posteggiare ma imponendo sanzioni serie e intransigenti a chi non rispetta le regole.


PARTE 4 – altre indicazioni rilevanti e proposte:
  • Qualsiasi miglioria è davvero attuabile solo se i controlli e le sanzioni dei trasgressori alle regole sono puniti con costanza e senza sconti: data la noncuranza delle norme e l’illegalità ampiamente diffuse, infatti, l’essere “machiavellici” e rigidi è tanto giusto quanto inevitabile. Dovrebbe far parte integrante di uno scenario del genere una presenza molto più capillare e seria sul territorio della Polizia Locale, nonché di telecamere che monitorino le modalità di transito e posteggio delle auto.
  • Colpire al portafoglio sembra, almeno ora che la rivoluzione culturale “meno-auto” è ancora lontana, l’unico deterrente all’uso sconsiderato dell’automobile in città. Non si dovrebbe aver paura di tassare in qualche modo chi proviene da fuori, un po’ come accade a chi si reca in centro; ciò potrebbe riguardare anche il nostro quartiere, dove piazza Abbiategrasso rappresenta un problema di congestionamento in quanto capolinea mal ubicato, poiché avrebbe dovuto essere realizzato molto più in periferia.
  • Le Amministrazioni potrebbero creare una sorta di rete con le aziende e le società al fine di premiare quelle più attive dal punto di vista del disincentivo all’uso dell’auto (ad esempio che utilizzino navette per il trasporto dei lavoratori, o che in qualche modo si impegnino nel settore della telematizzazione del lavoro e/o dell’elettrificazione dei trasporti); insomma Comune, Provincia e istituzioni in generale dovrebbero almeno iniziare a farsi promotori culturali di un cambio di direzione.

mercoledì 14 novembre 2012

MacMahon: Verbale incontro del 14 novembre 2012


Gruppo di zona: Mac Mahon

Bar di Via Delfico


Moderatore: Alessandro Lastella
Verbalizzatore: Alessandro Lastella
GDL attivazione: Maria Laura De Franceschi
Numero partecipanti: 12

Inizio: ore 21,15 (circa).

(Il verbalizzatore sicuramente non è riuscito a trascrivere integralmente i vari interventi ma ha colto le frasi ritenute essenziali così come pronunciate dai partecipanti. Ognuno, se vuole, può integrare il presente verbale completando il proprio pensiero).


Introduzione: Alessandro Lastella
Brevi risposte a domande su certificazione nel Portale Nazionale per l’eventuale votazione Regionale prevista a Febbraio.
Si è ribadito inoltre l’importanza all’iscrizione sia al portale nazionale (http://www.beppegrillo.it/movimento/#_login) che a quello milanese PB WORKS.
-Grazie Monica per la precisazione-



(1° giro di interventi sulla scelta dell’argomento)

ANTONIO P.
Snellimento burocrazia.

ELISABETTA M.
Tasse

CHIARA Z.
Viabilità e Parcheggi.

ANTONIO S.
Piste ciclabili

DANILO S.
Sanita’

C. MASSIMO


Z. ROSI
Parcheggi.

R. SIMONE
Attivazione cittadini e eventi per far conoscere il Movimento


GIOVANNI S.
Si astiene dichiarandosi solo spettatore.

MONICA C.
Scuola.

CHIARA G.
Viabilità e piste ciclabili.

GIOVANNA M.
Scuola.


Argomento preponderante più’ votato : Viabilità, parcheggi e piste ciclabili.


Secondo giro d’interventi:
ANTONIO P.
Consiglierei + indicazioni stradali. Maggiore manutenzione stradale. Sono favorevole alla costruzione di nuovi Silo all’interno di Milano per aumentare i parcheggi. Il servizio ATM a in questa città è buono se non ottimo. Sono per l’allargamento di piste ciclabili per utilizzarle di più.

CHIARA.
Il problema parcheggi va discusso col Comune. Bisogna avere più rispetto e senso civico.
Non sono soddisfatta del servizio ATM causa continui ritardi.
Pochi parcheggi presenti nel quartiere ma anche troppe macchine ritengo che la gente le usi troppo.

ANTONIO S.
Credo che bisognerebbe disincentivare l’utilizzo dell’automobile a favore di trasporto pubblico e piste ciclabili. Queste ultime dovrebbero integrarsi nella viabilità così come avviene nelle più importanti città europee. E’ importante incentivare l’utilizzo della bicicletta garantendo anche, cosa non secondaria, la sicurezza di chi sceglie le due ruote per i propri spostamenti. L’aumento delle linee della metropolitana ed, in generale, della capillarità del servizio pubblico è fondamentale per consentire quella libertà di movimento che costituisce condicio sine qua non per il disincentivo all’utilizzo dell’auto.

DANILO
Sono favorevole a piu’ parcheggi e alla ristrutturazione di edifici fatiscenti.
Disincentivare l’utilizzo dell’auto.
Eliminazione delle strisce blu a pagamento: “Dovrebbero Toglierle!”
Più rispetto ed educazione per gli autisti di mezzi privati.

MASSIMO C.
Massimo risulta essere molto determinato e fermo sui suoi punti:
1. Stop costruzione M4 e M6
2. Incentivare con mezzi informativi efficienti il passante ferroviario.
3. Sicurezza percepita e reale
4. Tassa per chi entra a Milano con la macchina.
Le piste ciclabili devono essere incentivate con un eventuale allargamento.

ZEMA.
“Contesto che nella mia via la sera del lavaggio strade io sia costretta a parcheggiare sul marciapiede non riuscendo ogni volta a trovare un parcheggio” e continua:”Vi sono dei macchinari utilizzati dall’ANSA predisposti per passare sotto le auto, non vedo la necessità di parcheggiare sul marciapiede.”….

SIMONE.
Togliere i parcheggi in città’.
Costruire nuovi parcheggi ai limiti della città in corrispondenza di Metropolitane e Linee ferroviarie come fanno alcune metropoli europee.
Favorevole alle piste ciclabili potenziandone il servizio.


MONICA
Il problema parcheggi è importante. Mi piacerebbe avere il parcheggio vicino casa per residenti.
Bisognerebbe avere una pianificazione di piste ciclabili del quartiere.


CLAUDIA
“Non sopporto le macchine parcheggiate sui marciapiedi!”. Sono favorevole all’inserimento di piste ciclabili. Ci vogliono più vigili per il controllo delle strade.

GIOVANNA
Milano necessità di più piste ciclabili diversificate e controllate come ad esempio il modello di Berlino.
Il PEDIBUS è una soluzione valida per ridurre il traffico cittadino, nella nostra zona questo servizio è stato molto efficace trasportando bambini nelle proprie scuole.
Sono contraria ai parcheggi sotterranei.

Vi è spazio per il terzo giro di consultazioni.

SIMONE
Sono favorevole all’introduzione nelle scuole elementari come la Rinnovata della materia “Educazione Civica”.

DANILO
Introduzione di un tariffario particolare per i Taxi: “Secondo me bisognerebbe quotare le tariffe per il servizio taxi con cifre precise in base alla destinazione fissata”.


ELISABETTA
Rivalutazione dei pass per portatori di Handicap, mi hanno tolto il pass ingiustamente!

CHIARA
Ci vuole più senso civico e rispetto delle regole.


ALESSANDRO LASTELLA
Il problema parcheggi è un punto importante in questa metropoli, gran parte delle strisce blu sono illegali perché eccedono nella percentuale totale dei parcheggi in Milano. In una città vi è una percentuale di parcheggi blu (A pagamento), gialli(Per residenti) e bianchi (Liberi).
Per la riduzione del traffico propongo:
  1. Car Sharing elettrico con molte più colonnine per la ricarica.
  2. Incentivazione del telelavoro presente nel programma a 5 Stelle.


ELISABETTA
Per alcune procedure bancarie il telelavoro potrebbe essere poco sicuro.

(Chiusura discussione)


Giorno della settimana in via preferenziale per i prossimi incontri: MERCOLEDì
Data per il prossimo incontro: mercoledì 5 dicembre 2012


Chiusura assemblea: ore 23,15 (circa)



Il verbalizzatore
Alessandro Lastella


lunedì 12 novembre 2012

Piola: verbale incontro del 12 novembre 2012

ARGOMENTI DI INTERESSE:
PATTY: tutela degli animali e dei più deboli
LAURA: sanità
MAURIZIO: questione dell’Euro, tenerlo o no
GIULIO: come il movimento si può tutelare dai”volta gabbana”
PIETRO: cultura e spazi di aggregazione
SARAH: ambiente
SILVANA: corruzione
GIOVANNI: provvedimenti da prendere subito dopo ever preso il potere
GUIDO: evasione fiscale


ARGOMENTO DELLA SERATA: Qual è il problema principale da risolvere? Questione della “pulizia”della classe politica esistente e possibili soluzioni.

Guido: proposta di mettere tutti i conti correnti on-line, la situazione patrimoniale deve essere pulita e limpida, dichiarazione dei redditi di tutti gli italiani.

Laura: trasparenza anche all’interno del movimento, pubblicazione dei redditi e patrimoni on-line degli eletti-candidati (trovare quindi modalità per accertare fondi patrimoniali non dichiarati).

Patty: problema di raggiungere persone che non sanno usare il computer e che non possiedono internet , ad esempio gli anziani, questione della legge elettorale, limpidezza delle attività del movimento, modifica della legge sui bandi pubblici.

Maurizio: la partecipazione in televisione potrebbe raggiungere un maggior numero di persone, inasprimento delle leggi.

Giulio: controllo dei nuovi entrati nel movimento per evitare che si candidino solo per fare carriera.

Pietro: distinguere le persone che agiscono per interesse personale (es tramite tangenti).

Sarah: questione della TAV (da ricollegare alle tangenti), piano edilizio redatto in modo regolare, regolamentazione della cementificazione.

Silvana: responsabilità di chi governa anche da un punto di vista legale, deve essere allontanato dalla politica e risarcire i danni che ha fatto.

Giovanni: prevenire è meglio che curare, requisito fondamentale l’onestà’. Come prevenire i furbi? Fedina penale pulita, indagini del movimento tramite internet , quando si scopre una violazione del bene comune deve esserci una responsabilità oggettiva.

Guido: controllo sulle banche: resoconti delle operazioni finanziarie per prevenire la delinquenza, penalizzazione del falso in bilancio.

Laura: questo movimento deve condizionare la giustizia prendendo il meglio degli altri Paesi.

Patty: eliminazione fondazioni e strutture che non dichiarano le tasse (come compagnia delle opere).

Maurizio: la corruzione ha l’arma dei grandi capitali che possono corrompere con facilità. Rifare la cassa del mezzogiorno. Solidarietà col sud ma leggi anticorruzione inasprite.

Giulio: Registrare una dichiarazione di un candidato rilasciata prima così se poi trasgredisce viene inchiodato alle sue responsabilità.

Pietro:trasparenza importante, fare chiarezza su Sismi ecc., anni 70 hanno forse fomentato il terrorismo. L’apparato è in ombra, l’ombra dirige.

Silvana: Giustizia, applicazione delle pene oltre che inasprimento.

Giovanni: selezione classe dirigente:ci vogliono anni di formazione, gavetta e tirocinio. Creare uno stile associabile al Movimento 5 Stelle, la incorruttibilità deve essere evidente in ogni occasione. Dopo due anni sostituzione dei dirigenti per evitare connivenze. Prevenire la falsificazione dei bilanci e la furbizia tramite il controllo, creare un apparato di controllo che deve essere modificato nel tempo.

Laura: riproporre il referendum per l’abrogazione dei finanziamenti ai partiti (o rimborsi elettorali come attualmente erogati)

Patty: eliminare il quorum del 50%, permettere solo scheda bianca o nulla ma non permettere l astensione.

Maurizio: trovare un altro portavoce oltre a Grillo per non essere troppo associati a lui.

Giulio: Partecipare a un grande congresso in cui discutere i vari aspetti.

Pietro: stipendi quantificati e resi pubblici, dibattiti su argomenti scelti in base alle nostre esperienze.

Silvana: problema della mancanza di tempo per la preparazione alle elezioni e per formare un gruppo di consulenti validi.

Giovanni: (conclusioni)
Obiettivo non del tutto raggiunto perché sono state fatte proposte ma non ne è emersa una da votare
-Controllo dei candidati
-Formazione dei quadri
-Regole, la prima regola-guida deve essere l’onestà
-Quando si parla a nome di M5S bisogna subordinare i soggetti al movimento, questo previene la corruzione.