Portiamo la partecipazione a Milano organizzando incontri mensili in tutti i quartieri, per poter raccogliere il contributo di ogni cittadino che vuole risolvere le problematiche vissute quotidianamente
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martedì 28 luglio 2015
venerdì 10 aprile 2015
Si parte! I cittadini sono invitati ai Tavoli di Lavoro per scrivere il Programma M5S 2016
La preparazione è stata lunga, ma finalmente si parte col progetto Senti-NIL.
Il primo appuntamento sarà in Zona 4 in piazza Bonomelli al numero 4 (vicino a viale Brenta), con un "triduo", il mercoledì 15, giovedì 16 e venerdì 17 aprile prossimi alle ore 21 davanti al bar Luck Will.
Le "ricette" individuate andranno a comporre il Programma del MoVimento 5 Stelle per le Elezioni 2016.
Nella sezione "Calendario incontri" potrete verificare i prossimi appuntamenti.
Buona partecipazione a tutti!
martedì 13 maggio 2014
Chiesa Rossa: Verbale del 13 maggio 2014
Verbale
riunione GdQ Chiesa Rossa
13/05/2014
Presenti: Massimo,
Daiana, Marialaura, Silvia, Stefano, Franco, Fabio Scatena, Valentina
Lorè, Valerio Volpi.
Fabio, Valentina e
Valerio, essendo alla loro prima partecipazione a un GdQ, sono
invitati a fare da auditori per apprendere le dinamiche del gruppo,
come di consuetudine; come si vedrà, parteciperanno - per
quest’oggi - solo all’ultimo giro di tavolo.
Per decidere
l’argomento di discussione si passano in rassegna quelli
provvisoriamente “esclusi” nell’ultima riunione, ai quali,
ovviamente, si dà la possibilità di aggiungerne altri di nuovo
interesse. Così, dopo un doppio giro di tavolo in cui a
“battersela” sono stati il tema della riduzione del traffico in
piazza Abbiategrasso (ripreso tra le possibili scelte dell’ultima
riunione e sicuramente da riproporre nelle prossime) e quello del
potenziamento della raccolta differenziata, eventualmente
prendendo in considerazione l’esperimento di raccolta remunerata
(argomento nuovo, inizialmente proposto da Massimo sull’esempio
di realtà che già la sperimentano), ad avere la meglio è proprio
quest’ultimo, per quattro voti contro due.
Segue la trasposizione
dei giri di tavolo sull’argomento in questione, sicuramente da
esaurire in almeno un’altra riunione dedicata.
Marialaura:
“Sarebbe bello se la Zona 5 sperimentasse l’idea della raccolta
differenziata remunerata, sarebbe un ‘vanto’ per il nostro
Consiglio di Zona! Si potrebbero installare uno o più punti in Zona
dove si consegnino i rifiuti riciclabili e si riceva un certo
compenso, ad esempio mettendoci un pensionato, un esodato, qualcuno
che sia pagato per svolgere questa mansione (pur non avendo nulla in
contrario alle macchine automatizzate). Secondo me, ad esempio, punti
del genere dovrebbero essere fissi nei centri commerciali o nei
grandi negozi, dove la gente passa sempre più tempo e dove si
producono sempre più rifiuti. Ricordiamo, comunque, che uno degli
scopi principali della politica del MoVimento è quello del Rifiuto
Zero, cioè di arrivare a non produrre più rifiuti per come
comunemente li intendiamo, ossia cose da buttar via e non più
utilizzabili e sfruttabili in alcun modo.”
Stefano: “Mi
piace molto questa idea, il fatto che la raccolta differenziata sia
remunerata potrebbe invogliare tutti gli italiani a farla! E poi ce
n’è di tempo prima che si raggiunga l’obiettivo del Rifiuto
Zero, per cui intanto bisogna darsi da fare in qualche modo! Per me
andrebbe bene installare queste macchine in qualsiasi posto, solo
bisogna informarsi su chi ha le competenze necessarie per attuare una
cosa simile, se la Zona o il Comune, o se si può far riferimento a
una specifica Commissione e in che modo… “
Franco: “Anch’io
accolgo l’idea di queste “riciclerie” distribuite sul
territorio. Pensiamo di presentarla come mozione in Consiglio di Zona
o di inserirla nel Programma? Se le due cose non si escludono,
potremmo farle tutte e due! Penso alle bottiglie di vetro: una volte
le si rendeva, perché non possiamo fare così ancora oggi? C’è
chi dice che è perché se ne rompono troppe, ma in realtà se ci si
informa si scopre che solo una bottiglia su dieci si rompe!”
Silvia: “Io
credo che tutto ciò di cui parliamo e le soluzioni che proponiamo
avranno breve durata se ciò a cui tendiamo è il Rifiuto Zero!
Quanto al compenso, sono del parere che sarebbe meglio dare qualcosa
di diverso dai soldi, come ad esempio biglietti dei mezzi pubblici
(come fanno i Giapponesi), altrimenti ci sarà sicuramente assalto e
sciacallaggio verso questi punti di raccolta… Insomma, servizi e
non soldi. Per fare una prima sperimentazione, si potrebbe chiedere
all’AMSA se nella nuova ricicleria sulla Pavese si può installare
qualcosa del genere; si tratterebbe di agire a livello comunale, il
che potrebbe non essere impossibile visto anche l’interesse del
Comune a cooperare con la grande distribuzione nella vendita dei
liquidi alla spina.”
Massimo: “Potremmo
collegare a questa mozione sui punti di raccolta remunerata la
richiesta di agevolare i negozi che, in Zona, fanno vendita al
minuto, al dettaglio, per ridurre le confezioni dei prodotti. Anch’io
concordo sul sostituire, ove possibile, la remunerazione in servizi a
quella in denaro, e sul tenere fissi questi punti nei centri
commerciali e nei grandi negozi, dove c’è sempre più gente e si
producono sempre più rifiuti. Dalla nostra mozione dovrà emergere
che tutto ciò che vogliamo è in vista del traguardo Rifiuti
Zero, e che quindi quello che proponiamo è in qualche modo una
soluzione temporanea. Anche se il suddetto traguardo sembra molto
lontano, credo che possiamo farcela, specie andando al governo!
Intanto mi chiedo se il CdZ possa essere istituzionalmente uno degli
attori in gioco: informiamoci per bene, anche per quanto riguarda
l’aspetto tecnico e pratico, studiando le esperienze già fatte da
altri con la raccolta differenziata remunerata.”
Daiana: “Sono
molto favorevole a questa idea, essendo da sempre particolarmente
affezionata all’idea di riduzione dei rifiuti e di raccolta
differenziata; concordo sul remunerare in servizi piuttosto che in
soldi, eventualmente studiando soluzioni ad hoc. Segnalerei inoltre
un punto che mi sta molto a cuore, che è quello di sensibilizzare le
grandi aziende alimentari (molte con sede a Milano, peraltro) sulla
riduzione degli incartamenti dei prodotti, che sono davvero eccessivi
e troppo voluminosi, magari chiedendo che siano agevolate in qualche
modo quelle che ne utilizzano di meno e che, almeno, mettano in bella
vista le icone che indicano come smaltire le varie parti della
confezione (icone che, ad oggi, solo pochissimi marchi utilizzano e
stampano sulle confezioni).”
Marialaura:
“Quanto alle bottiglie di vetro di cui parlava Franco, a quanto ne
so costa più riciclarle che buttarle via, perché arrivano da tutta
Italia e anche da fuori, posti dove sarebbe molto oneroso farle
tornare (senza contare che ogni bevanda, il vino in particolare, ha
bottiglie fatte in un certo modo che non possono essere riciclate per
altri prodotti). Quanto alle macchine per la raccolta remunerata, pur
non avendo nulla in contrario alle cose automatizzate, possono andar
bene ad esempio in Giappone, dove la gente è civile ed educata,
mentre in Italia già si sa che ci si butterebbe dentro qualsiasi
cosa pur di avere il previsto compenso (a meno che non siano fatte in
modo da “rilevare” il tipo di rifiuto che vi si sta
introducendo): deve esserci una persona a gestire e controllare, non
possiamo farne a meno! So che questa persona andrà pagata, e a
questo punto si potrebbe chiedere un aiuto finanziario al Consiglio
di Zona, che potrà almeno contribuire in tal senso.”
Stefano:
“Purtroppo devo concordare che qui in Italia le macchine verrebbero
facilmente boicottate, quindi o le si tiene sotto stretto controllo
con telecamere e altri dispositivi o si tiene sul posto una persona a
gestire e controllare il tutto. Ovviamente ci sarà da informarsi e
capire bene come mettere in moto la cosa, io personalmente non ne so
molto… Quanto al compenso, sono più per i soldi (anche pochi) che
per altre cose, poiché almeno sono usufruibili davvero da tutti: se
si dessero biglietti del tram, ad esempio, cosa me ne farei io che ho
l’abbonamento? Rischieremmo di stimolare meno gente a fare la
raccolta differenziata… Per quanto riguarda le cose da scrivere
nella mozione, invece, non credo sia una buona mossa quella di
precisare che tutto ciò è solo una soluzione provvisoria: potremmo
passare per poco convinti di quello che facciamo.”
Franco: “Mi
soffermerei sulla questione della macchina: io, personalmente,
preferisco recarmi dove c’è un essere umano, come quando, in
autostrada, sono più contento se mi trovo al casello con la persona
piuttosto che a quello automatizzato! Tenderei a dare fiducia alla
persone, anche perché senza di essa tutto ci diventerebbe
impossibile!”
Silvia: “Vero
che questa scelta della persona presente creerebbe anche dei posti di
lavoro, l’idea in sé mi piace, solo che il mondo va nel senso
contrario, cioè quello dell’automatizzazione! Quindi dovremmo
anche prendere in considerazione l’idea che quella persona possa
non essere pagata, essere un volontario, quali siamo noi attivisti da
tanto tempo… L’importante è che in qualche modo si controlli
quello che avviene in questi punti e che la raccolta differenziata
remunerata si svolga in modo civile e senza intoppi. Quanto al
passare all’azione: come sempre, tutto sta a capire chi è che ci
guadagnerà! Solo così potremo individuare la giusta strategia senza
essere “abbandonati”. Ad esempio, chi è che ci ha guadagnato in
quei pur piccoli paesini dove l’esperimento è già stato attuato?”
Massimo: “E’
quasi paradossale doversi chiedere ‘a chi giova?’, perché in
realtà, giovando alla società, dovrebbe essere sacrosanto dovere
delle istituzioni utilizzare i (nostri) soldi per mettere in atto
queste soluzioni. Al di là di ciò, gioverebbe per cominciare a chi
costruisce queste macchine, anche se bisognerebbe conoscere gli
effettivi costi di produzione, ecc.. Anch’io sono per il controllo
umano dato il modo di fare che ha l’italiano medio; tornando,
infine, sulla questione della provvisorietà di queste soluzioni
ritengo che il ribadirlo non voglia dire essere poco convinti delle
soluzioni stesse, ma il far capire che nonostante tutto non ci
dimentichiamo dell’imprescindibile traguardo del Rifiuto Zero.”
Daiana: “Confermo
il mio accordo sulla necessaria presenza di una persona a controllare
la raccolta, poiché non ho il minimo dubbio (e di questo mi
rammarico) che in caso contrario ci sarebbe un immediato boicottaggio
delle macchine; d’altronde l’assenza di controllo durante l’atto
di gettare i rifiuti è anche alla base della pessima raccolta
differenziata che si fa nei condomini, dove pure si dovrebbe
intervenire per ridurre lo scempio a cui tutti, dando una rapida
occhiata nei bidoni dei nostri cortili, possiamo assistere. Ribadisco
la mia intenzione di stendere una mozione che punti a vincolare le
grandi marche della distribuzione alimentare a ridurre gli
incartamenti e a stampare su di essi più grandi e ben comprensibili
le icone che guidano al loro smaltimento.”
Marialaura: “Per
incominciare a informarci, vi faccio il nome di Danilo Boni, che si
occupa proprio di rifiuti. Per il resto, sappiamo benissimo come gli
interessi del Comune e dell’AMSA siano fortemente intrecciati al
fine di fregarci, quindi la soluzione è scoprire quali sono questi
interessi e trovare un escamotage, non c’è altra soluzione! Sono
particolarmente favorevole alla dislocazione di siti di raccolta
remunerata in Zona, anche perché potrebbero essere l’inizio di un
“ritorno al passato”, di una “devoluzione felice” in cui la
vecchietta prende i rifiuti dal cortile del proprio palazzo per
portarla lì dove sarà pagata per la loro consegna! A me una cosa
del genere va bene! Infine, anche se Rifiuti Zero sembra solo
un’utopia io credo che un giorno potremo arrivarci: pensiamo a
quanto ci sembrava impossibile l’eliminazione dei dannosissimi
sacchetti di plastica, eppure adesso è realtà (anche se non sono
ancora tutti scomparsi e la plastica bio è ancora troppo costosa)!”
Valerio: “A
Milano sarà senz’altro una bella sfida..! Altrove (come in
Germania) è tutto più semplice perché ci sono una cultura e un
sistema diversi, ad esempio il reso del vetro lì funziona benissimo…
Qui bisognerà effettivamente capire che costi e che interessi
gireranno intorno a tutto il progetto. Io punterei a “rafforzare”
i meccanismi di differenziata che ci sono già, come le riciclerie
urbane: ce ne sono ma sono mal pubblicizzate!”
Stefano: “Ci
vorrebbero macchine ‘intelligenti’ che capiscano quando si cerca
di introdurvi qualcosa che non va bene, magari ributtandolo fuori…
Potremmo effettivamente iniziare a sentire Danilo Boni e vedere se
lui sa qualcosa di come funzionano queste macchine e come possano
essere introdotte nel nostro territorio.”
Fabio: “Il
rifiuto segue la strada del profitto: nel costo del prodotto è
compreso anche quello per il suo smaltimento! Come diceva Valerio, in
Germania il reso delle bottiglie di vetro funziona egregiamente. A
Rifiuti Zero ci si arriva disincentivando la produzione delle
bottiglie di plastica, “punendo” in qualche modo chi ancora lo fa
o chi non accetta i resi delle bottiglie, non solo quelle di vetro:
sono certo che le massaie prenderebbero volentieri l’abitudine di
recarsi a riempire di detersivo il flacone vuoto se avessero tutta la
comodità e la disponibilità per farlo.”
Franco: “E’
vero che la bottiglia resa ha un suo costo per tornare da dove è
venuta, ma alla fine dei conti il reso fa guadagnare! E se la cosa
ora non è possibile perché i produttori di vino ci tengono a fare
la bottiglia in un certo modo solo per l’estetica, così che non è
possibile riutilizzarla per un altro tipo di vino, quello è un
problema loro! Dobbiamo sorvolare su queste cose a favore di una
causa maggiore, spingendoli a fare bottiglie tutte uguali, se
necessario.”
Valentina:
“Conosco studentesse, in particolare del Politecnico, che stanno
giusto studiando le modalità per raggiungere l’obiettivo Rifiuti
Zero, progettando e brevettando vari espedienti. Perché non
sfruttare queste occasioni? A questo proposito mi domando perché
l’AMSA nega il permesso agli studenti e ricercatori di prelevare
del materiale di scarto per lavorarci; potrebbe essere molto utile,
ad esempio, anche come materiale grezzo per le stampanti 3D! Bisogna
far leva su questi concetti di riuso, riciclo, reinvenzione dei
materiali, sfruttando spazi dove li si metta in pratica e dove si
effettuino, ad esempio, degli scambi: una certa quantità di plastica
da ‘buttare’ per il quantitativo di strofinacci che con quella
plastica si riescono a produrre!”
Silvia: “Noto
che l’argomento porta a molte idee e proposte… Ma alcune devono
diventare legge, come il divieto assoluto dei sacchetti di plastica
nella grande distribuzione! Ancora, si potrebbe chiedere al Comune di
agevolare in qualche modo i negozi di vendita di liquidi alla spina,
così che possa diventare accattivante non solo l’idea di
frequentarli, ma anche di aprirli e di adottarne la politica di
commercio.”
Massimo: “Sono
d’accordo sull’idea di potenziare le riciclerie urbane già
esistenti: la cosa può andare di pari passo con la differenziata
remunerata! Però bisogna dire che la ricicleria, purtroppo, si basa
su un’etica diversa, che è ancora quella del gettare il rifiuto
senza alcun tipo di ricavo né in termini economici, né energetici
né sociali. Tornando sulla questione del come scrivere la mozione,
rispondo a Stefano: alla fine siamo d’accordo, il voler precisare
che si tratta di soluzioni temporanee è solo per far capire che non
trascuriamo il lungo termine.”
Fabio: “Se mi
dessero un tot di euro per portare personalmente un televisore in
ricicleria o altrove, io lo farei volentieri, ci porterei anche
quello del mio vicino!: perché non pensare a incentivi del genere,
specie ora che questi rifiuti non possono essere più lasciati in
strada all’AMSA e che quest’ultima chiede un bel po’ di soldi
per ritirare certi rifiuti a domicilio?”
Daiana:
“Tanto per iniziare a tirare le somme, resto dell’idea della
necessità di due interventi, uno più “in alto” (vincoli alla
grande distribuzione, eventualmente da pensare come mozione
inter-zonale, cittadina) e uno più “in basso” (mozione presso il
CdZ per l’avvio della raccolta differenziata remunerata).
Ovviamente, sono per dare la priorità a quest’ultima, quindi non
ci resta che iniziare a informarci e documentarci.”
La riunione a questo
punto si scioglie e si dà appuntamento a fine maggio/inizio giugno
(data da destinarsi) per proseguire sul corrente argomento.
Daiana Filloramo
martedì 15 gennaio 2013
Piola: Verbale incontro del 15 gennaio 2013
Partecipanti: Giovanni (e
moglie), Guido, Silvana, Monica, Alex, Bruno, Fabio
Bruno
- Dato che la discussione della scorsa volta riguardava affitti e case, chiede se l'argomento oggi possa essere sviluppato anche relativamente alla situazione osservabile in citta`, con grossi proprietarii di immobili che producono situazioni di degrado, mancanza di concorrenza, oppure tengono sfitti i propri immobili.
- Pensate che sia opportuno limitare il numero di immobili posseduti da un unico proprietario?
Fabio
- Non ha senso porre limiti al possesso di immobili
- una persona che conosco ha 3 palazzi in città
- non mi sembra corretto mettere un limite
- se, però, qualcuno ha una proprietà è giusto che paghi le tasse in modo adeguato
- non mi sembra giusto pagare le tasse su un immobile su cui sussiste un mutuo se è prima casa
- è giusto pagare tasse proporzionali al numero di proprietà
- servono scaglioni proprio come si pagano le tasse sul reddito
- pero`, nell'irpef, l'ultimo scaglione è troppo basso, e secondo me andrebbe alzato, perche` solo chi guadagna tanto deve essere tassato tanto
- con l'immobile non si può evadere, per questo applicano le tasse sugli immobili
- il prezzo degli affitti è altissimo, ma non penso a causa di proprietari che fanno cartello
Giovanni
- considero una provocazione ciò che ha detto Bruno e secondo me non va bene
- per quanto riguarda le case, l'altra volta eravamo arrivati al risultato che non si è ancora riusciti a gestire correttamente il problema degli affitti
- si potrebbe instaurare un rapporto di convenienza reciproca tra affittuario e il proprietario
- occorre avere una garanzia che l'immobile...
- chi entra deve essere in grado di pagare l'affitto con il proprio salario
- deve avere la garanzia di non trovarsi dalla sera alla mattina sulla strada
- si potrebbe mettere insieme le parti e trovare la soluzione
- diventa una cosa laboriosa e difficile (trovare soluzioni ad hoc), ma non mi sembra impossibile
- i grandi proprietari dettano le loro regole (o così, o così)
- in questo caso lo Stato deve regolamentare (ma non opprimere)
- lo Stato deve dare un sostegno, non come quelli di ora che sono cose sporadiche
- la povera gente non ha neanche il coraggio di andare a chiedere il sussidio
- questo sì che dovrebbe essere un compito del consiglio di zona
Guido
- mi ricollego al discorso di Giovanni
- chi vuole acquistare “n” appartamenti deve essere libero di acquistarli per produrre reddito, ma che siano disponibili a prezzi accessibili
- occorre incentivare l'affitto
- con l'utile deve naturalmente pagare le sue tasse
- questo utile deve essere sufficiente per non sottrarre capitali a questo mercato (ad es. speculando in borsa se il guadagno e` maggiore, ed evitando di investire negli immobili).
Silvana
- pensavo di utilizzare i Consigli di Zona, col catasto, e con tutte le istituzioni che si occupano di casa per creare una “bacheca” per far incontrare chi cerca in affitto e chi propone
- in tal modo si potrebbe anche aiutare chi ha questa necessità
- questo elenco deve passare dalle istituzioni
- nel nostro palazzo c'è un proprietario che ha affittato a due persone (che figurano solo sulla carta, ma non sono mai presenti) che subaffittano a extracomunitari e sono talmente tanti e si alternano cosi` frequentemente, che lasciano direttamente la porta aperta
Monica
- anch'io concordo su nessun limite ai diritti di proprietà
- una delle proposte fatte da Silvana è interessante (quella delle istituzioni a garanzia)
- una proposta potrebbe essere di agevolare la detraibilità dell'affitto ad esempio, senza il limite di reddito per poterne usufruire
- i controlli dovrebbero essere fatti maggiormente su quelli in nero, per evitare di ritrovarsi con affitti esorbitanti
- inoltre, se so qual è l'offerta della piazza ho maggiore concorrenza
- occorre trovare il modo per fare controlli
- uno, poi, può avere tante proprietà, ma e` giusto che contribuisca maggiormente alle tasse
- a volte, chi affitta questi immobili li affitta in condizioni scadenti, per cui e` opportuno trovare il modo per mantenere il decoro del palazzo
Alex
- Occorrerebbe partire a monte: perché vengono realizzate tante case che poi rimangono vuote?
- una volta le case venivano vendute all'inizio dei lavori e anche prima di iniziare lo scavo, mentre ora per vendere tutti gli appartamenti passano anche tre o quattro anni. Le banche hanno stretto i cordoni dei mutui, ma le case vengono costruite ugualmente.
- il mercato immobiliare mostra una contraddizione in termini: ci sono tante case sfitte, ma gli affitti sono ugualmente alti e anche i prezzi delle case in vendita non sono di certo ai livelli di 10 anni fa.
- chi costruisce si divide in chi puo` aspettare la buona occasione per vendere col massimo profitto (e cosi` fanno anche i privati che ritardano la vendita) e chi non pensa di vendere, ma utilizza gli immobili come ipoteca, per ricevere altri prestiti dalle banche per i nuovi lavori
- il risultato e` che il mercato e` quasi fermo e i prezzi degli immobili scendono poco
- in questo scenario non c'e` reale interesse ad affittare o a vendere, ma prevale l'attendismo
- nonostante tutti questi immobili inutilizzati, non viene aumentata la disponibilità sul mercato immobiliare e quindi la concorrenza
- il problema e` a monte e quindi occorrerebbe ridurre le possibilità di costruire nuovi palazzi
- per diminuire gli affitti bisogna disincentivare le case vuote e il possesso di palazzi vuoti, facendo pagare piu` tasse in questi casi
- al momento, in Italia i palazzinari vengono tutelati nonostante stiano rubando spazio vivibile ovunque e nelle citta` in special modo (perche` lo spazio e` gia` poco)
- dieci anni fa, i prezzi degli immobili sono potuti aumentare, perche` le banche erogavano mutui facilmente e gli interessi sui mutui erano bassi, cosi` il prezzo delle case aumento`
- quando i prezzi salirono, la gente dovette pagare di piu` per acquistare una casa. Chi ci speculo` non era di certo il privato che vendeva per acquistare altrove, ma chi costruiva.
Bruno
- volevo evidenziare una cosa che non funziona nei discorsi fatti
- secondo me si dovrebbe distinguere tra le regole di affitto fino al proprietario di 2 o 3 appartamenti, fino a quando si arriva a proprietari di interi palazzi
- il proprietario è giusto che affitti secondo una certa dinamica
- il grosso proprietario deve affittare secondo regole più stringenti
- se un palazzo è di una persona sola, questo può non avere intenzione di fare manutenzione
- per i grossi proprietari si deve avere un vincolo per la manutenzione e il decoro
- se si riesce a fare affittare i grandi proprietari, i piccoli proprietari dovranno adeguarsi alle nuove dinamiche di mercato e il prezzo diminuisce di conseguenza
- aumentare molto l'imu ha una ricaduta sull'affitto
- è un meccanismo per cui bisogna stare attenti a non tassare troppo la quinta, sesta, ecc. casa, atrimenti ci sarebbe un'incidenza troppo elevata sugli affitti
- se uno affitta, si deve rimuovere l'imu
Fabio
- il tema è tentacolare e si allarga
- il tema è legato anche ai salari
- all'estero (nord Europa) il reddito medio è più alto e gli affitti son più alti
- l'appartamento a Milano in cui sono venuto a vivere nel 2005 costava 1100 euro al mese
- occorre lavorare sul rapporto tra reddito e affitti, piuttosto che sul valore assoluto
- l'Italia è stata devastata così tanto che la protezione non esiste
- se qualcuno ci cade dentro, nessuno lo aiuta
- alla mensa Opera San Francesco c'è sempre una lunga coda
- non ci sono solo extracomunitari, ma anche persone insospettabili
- questo per dire che non esiste stato sociale
- in Olanda, l'agenzia di collocamento dice: ti trovo il lavoro e ti do un reddito temporaneo.
- Dopo un po' di proposte ti sgancia
- volevo agganciarmi a Silvana
- in Svizzera c'è l'agenzia di Stato Federale: chi affitta e il proprietario sono registrati
- ci vorrebbe come là una bacheca (anche web) in cui vengano rilasciati commenti sugli appartamenti in affitto, e con una garanzia statale, ecc.
Giovanni
- al Comune hanno istituito un centro che promuove gli affitti a studenti
- hanno fatto un censimento di cittadini disponibili (specialmente di anziani) per chiedere disponibilità per affittare a studenti
- volevo fare una casistica delle condizioni di mercato degli affitti
- col decreto Monti, si aveva un abbattimento del 15% sul reddito dichiarato
- se si faceva un contratto convenzionato, si avevano dei prezzi calmierati
- certamente dovevi trovare proprietari che si accontentavano di prendere di meno
- questo prima di introdurre la cedolare secca, che tuttavia pare non abbia funzionato (in base agli ultimi dati del Sole 24 Ore)
- comunque, esiste già una distinzione tra grandi proprietari e piccoli: se uno fa una SIC ed ha x appartamenti, non paga tasse
- a Rubattino, De Corato e Lupi avevano promesso i servizi prima, ma non hanno mantenuto la parola
- anche questo e` il problema delle nuove costruzioni
Guido
- quando si rilasciano le licenze edilizie per costruire, PRIMA si devono far costruire i servizi e POI i palazzi
- anche gli imprenditori dovrebbero essere obbligati ad allocare gli appartamenti ai dipendenti a prezzo calmierato
- la Falck aveva le case che poi ha venduto ai dipendenti
Silvana
- per i palazzi nuovi che costruiscono, c'è dietro il riciclaggio
- i Comuni ci guadagnano sugli oneri di urbanizzazione
- ma se non si costruiscono più case, tutto l'indotto si ferma
- per quanto riguarda la bacheca on line, servirebbe anche per stabilire chi cerca in affitto, se ha situazione patrimoniale adatta per quell'appartamento. L'incontro dovrebbe essere gestito a dovere
- i contributi per gli affittuari, dovrebbe esserci anche adesso, ma hanno diminuito il plafond a disposizione
Monica
- uno degli argomenti dell'edilizia può essere sostituito col recupero del patrimonio
- uno dei limiti ad alcune aziende per non tenere in pancia immobili sfitti può essere proprio la vendita o l'allocazione di altri immobili
- io potrei pensare di sostituire gli oneri di urbanizzazione con interventi immediati (servizi, che in realtà già fanno ma guadagnandoci)
- le case sociali: e` da approfondire il discorso dell'attribuzione di queste case, che negli ultimi anni ha visto il coinvolgimento della malavita
- il paradosso e` che il Comune non ha neanche la visione degli appartamenti di cui è proprietario
Alex
- Mi piaceva il discorso di Guido della responsabilita` del datore di lavoro verso i suoi dipendenti, anche riguardo il pagamento degli affitti dove abitano.
- questo implicherebbe che l'imprenditore non possa acquisire manodopera senza interessarsi di come vivano i propri dipendenti
- se esistesse una sorta di certificazione globale dei metodi produttivi di un'azienda, la qualita` del lavoro svolto dovrebbe riguardare anche le condizioni di vita dei lavoratori e come vivono (cioe` se vivono in 10 in una stanza, piuttosto che 1 in un trilocale)
- in tal modo non sarebbe piu` cosi` conveniente acquisire manodopera a basso costo da regioni depresse e verrebbe incentivato l'uso di manodopera locale
- Per quanto riguarda i piccoli proprietari di immobili, attualmente non ci sono leggi che possano proteggerli e garantirli da inquilini morosi o contratti piu` lunghi di 4 anni e molto spesso ricorrono al nero come unico mezzo per non sottoscrivere contratti e non essere vincolati
- ci vogliono dei meccanismi per proteggere sia i proprietari che gli inquilini, con contratti piu` flessibili e strumenti di garanzia piu` efficaci (ad es. se il Comune garantisse i proprietari in caso di morosita` dell'inquilino)
- In Germania ci sono appartamenti a costo bassissimo per lo stato sociale , tipo case popolari con grossa disponibilità
Bruno
- tutela dei proprietari
- dovrebbero essere protetti anche gli inquilini
- ci possono essere forme di contratto differenti a seconda delle necessità
- si potrebbe ripensare alle case popolari
- se all'interno di un palazzo ci sono 2 o 3 appartamenti popolari, forse potrebbe funzionare meglio la manutenzione del palazzo, piuttosto che fare palazzi solo popolari
- occorre ripensare agli investimenti: occorre acquisire case all'asta da parte del Comune
- gli oneri di urbanizzazione devono essere sostituiti con “oneri di ristrutturazione”: se vuoi costruire devi ristrutturare appartamenti del comune
Giovanni
- negli ultimi insediamenti di Rubattino, il 10/20% sono convenzionati/sovvenzionati
- in giro per Milano ce ne sono già di questo tipo
- l'affittuario può abbandonare in qualsiasi momento, ma non così per chi affitta e non esiste un contratto minore dei 4 anni
- per quanto riguarda la ISO 9001, questa normativa è una bufala. Tutti quelli che dicono di essere certificati, buttano soldi, perchè servono solo per certificare le procedure che gia` l'azienda usa.
Monica
- buoni gli oneri di ristrutturazione
Fabio
- dai nostri discorsi risulta confusione legislativa e comportamentale. In qualsiasi discussione, pare che l'unica ricetta sia incrementare il controllo
- in Spagna hanno una struttura sociale migliore della nostra. Lì non puoi costruire un palazzo senza servizi
- qui in ogni dove c'è il vuoto totale delle Istituzioni
martedì 1 gennaio 2013
Abbiategrasso: Documento finale del 1 gennaio 2013
DOCUMENTO
FINALE
GRUPPO
ABBIATEGRASSO/DE SANCTIS
Tema:
SOVRAFFOLLAMENTO AUTOMOBILI IN QUARTIERE
PARTE 1 –
problematiche sentite e denunciate dal Gruppo:
- L’”egemonia dell’automobile” è prima di tutto una questione culturale, una piaga sociale contemporanea che, nonostante la crisi ambientale e il disincentivo rappresentato dal caro benzina in tempi di crisi economica, non sembra mostrare un sensibile declino.
- Le persone utilizzano l’automobile estremamente spesso, molto più di quanto realmente necessario per i loro spostamenti e attività, ossia anche su brevi percorsi e per facili commissioni tranquillamente svolgibili a piedi o tramite mezzi pubblici.
- Molte automobili sono utilizzate da una sola persona alla volta, anche laddove ciò sarebbe effettivamente evitabile, diminuendo così il numero di auto in circolazione.
- Piazza Abbiategrasso e i suoi dintorni, soprattutto a causa della presenza del capolinea della MM2 e di due linee di tram (3 e 15) molto frequentate, sono perennemente congestionati, così che muoversi e trovarvi parcheggio è molto complicato, e non solo nelle ore di punta.
- Sempre a causa della presenza delle suddette fermate di mezzi pubblici, già al mattino presto le automobili di chi, provenendo da fuori, si ferma per addentrarsi in città sono parcheggiate ovunque possibile, entro buona parte del quartiere, “rubando” il posteggio alle auto degli stessi residenti.
PARTE 2 –
collegamenti con argomenti concernenti il discorso
Sovraffollamento Auto:
- Tutte le problematiche esposte sono collegate a doppio filo con quella del funzionamento dei mezzi pubblici: usare meno e meglio l’automobile in città significa poter disporre di mezzi più e meglio funzionanti, non solo all’interno di Milano ma anche e soprattutto a livello di collegamenti con l’hinterland e con le altre province, da cui e verso cui il flusso dei pendolari dovrebbe essere il meno problematico possibile, proprio perché ci si senta invogliati a utilizzare i mezzi e svantaggiati a prendere l’auto. Risulta quasi scontato, pertanto, che i collegamenti migliorino in frequenza, capillarità, pulizia, ammodernamento e automazione.
- Oltre ai mezzi pubblici, le alternative alle automobili in città sono molteplici, e vanno anch’esse potenziate: il bike-sharing, il car-sharing, il radiobus, o addirittura il preferire lo scooter all’auto: pur essendo anch’esso un mezzo a motore, è senz’altro meno inquinante e ingombrante, e l’introduzione di incentivi al motorino potrebbe costituire un’idea positiva.
- Non potendo eliminare tout court le automobili in circolazione, la creazione di parcheggi (tra cui quello progettato in piazza Abbiategrasso) che creino disponibilità di posti e facciano ordine nel caos dei posteggi sembra l’unica soluzione a breve termine, nonostante l’impatto estetico e ambientale che ne deriva: è necessario che la loro progettazione e costruzione avvenga nel rispetto delle regole e della sostenibilità.
- Il PGT non dovrebbe prevedere la vendita di abitazioni prive di garage o box auto, e non dovrebbe essere così agevole trasformare i garage delle abitazioni in ampliamenti di queste ultime o in locali adibiti ad altri scopi.
- Incentivare il telelavoro potrebbe costituire un’utile soluzione al problema del quotidiano spostamento di migliaia di persone da e verso i posti di lavoro.
PARTE 3 –
soluzioni proposte dal Gruppo per rimuovere le cause dei problemi
esposti:
- E’ necessario lanciare un messaggio che sia in controtendenza con tutti quelli che, sfruttando ogni canale di comunicazione possibile, inneggiano all’auto come strumento irrinunciabile, come bene che è scontato possedere, e che nel farlo presentano l’automobile stessa come bella, smagliante, versatile, nobilitante… Come MoVimento 5 Stelle vogliamo e possiamo sponsorizzare tutto ciò che sia alternativo all’automobile, prima di tutto i mezzi pubblici, utilizzando canali diversi da quelli canonici, notoriamente monopolizzati da forze politiche e manageriali solidali all’industria dell’auto. La nostra idea è di realizzare uno spot pubblicitario (anzi, potremmo dire “anti-pubblicitario”) che in modo spiritoso e ironico demonizzi l’abuso dell’auto e sponsorizzi invece quello dei mezzi pubblici; potremmo usare le nostre semplici risorse umane e tecniche per farlo, e poi diffonderlo in internet o in qualsiasi canale di comunicazione sia disposto ad “ospitarci”. Il Gruppo avrebbe già belle idee di base da cui partire, sia per quanto riguarda la forma che il contenuto del lavoro.
- Oltre che tramite lo spot, si potrebbe fare della campagna “no-auto” un tema ricorrente dell’attività del MoVimento, che potrebbe proporlo nei suoi banchetti informativi o in marce, biciclettate e dimostrazioni in cui si potrebbero indossare magliette o spille a tema, e così via.
- Nel disincentivo all’uso dell’automobile rientrerà senz’altro l’invito esplicito ad utilizzarla in più persone contemporaneamente, soprattutto nell’ambito della stessa famiglia o tra colleghi di lavoro. Per ora il nostro resterà solo uno sponsor in tal senso, essendo molto complicato identificare un metodo per “premiare” i tanti a bordo e “sanzionare” i pochi, perché si rischierebbe di punire chi, effettivamente, non può far altro che utilizzare l’auto da solo.
- Si auspica che chi di competenza inizi a lavorare su un progetto effettivamente realizzabile per limitare l’afflusso di automobili da fuori città: la nostra idea è che dovrebbe poter entrare con l’auto in Milano solo chi davvero vi svolge un’attività lavorativa o qualunque altra cosa necessiti dell’uso dell’auto stessa per motivi medico-sanitari, di trasporti eccezionali ecc.., esibendo un documento che lo certifichi, dunque che non si rechi in città per semplici visite, compere o per tutto ciò che potrebbe essere fatto tranquillamente usufruendo dei mezzi pubblici. I controlli potrebbero essere a sorpresa, arbitrari, essendo certo impossibile istituire “posti di blocco” all’ingresso in città, e le sanzioni per chi infrange le regole dovrebbero essere assolutamente intransigenti.
Rendendoci
conto che si tratta di un progetto che esula dalle nostre competenze
e possibilità, ci rimettiamo come detto alla riflessione e al lavoro
di persone esperte, credendo che un’iniziativa del genere,
soprattutto nel nostro che è un quartiere di confine con
l’hinterland sud, possa arginare consistentemente l’afflusso di
auto dall’esterno e contemporaneamente lanciare il messaggio che
queste possono essere utilizzate in Milano solo per motivi seri e
certificati.
- Resta fondamentale l’incentivo all’uso delle biciclette come mezzo alternativo all’automobile, e dunque è utile che si potenzi il servizio di bike-sharing: chiediamo che si identifichino in quartiere, principalmente in piazza Abbiategrasso o in zona immediatamente adiacente, aree in cui sia possibile installare punti BikeMi, cercando di risolvere tutti i problemi tecnici (di connessione, ecc..) eventualmente presenti.
- Già da tempo si sente parlare di strisce blu in quartiere allo scopo di tutelare i parcheggi dei residenti; chiediamo delucidazioni su quanto si sta già muovendo in tal senso, e che si monitorino le strade più problematiche e prossime alle fermate dei mezzi pubblici per iniziare il prima possibile a tracciare strisce blu/gialle, nel rispetto del diritto di tutti a trovare strisce bianche entro cui posteggiare ma imponendo sanzioni serie e intransigenti a chi non rispetta le regole.
PARTE 4 – altre
indicazioni rilevanti e proposte:
- Qualsiasi miglioria è davvero attuabile solo se i controlli e le sanzioni dei trasgressori alle regole sono puniti con costanza e senza sconti: data la noncuranza delle norme e l’illegalità ampiamente diffuse, infatti, l’essere “machiavellici” e rigidi è tanto giusto quanto inevitabile. Dovrebbe far parte integrante di uno scenario del genere una presenza molto più capillare e seria sul territorio della Polizia Locale, nonché di telecamere che monitorino le modalità di transito e posteggio delle auto.
- Colpire al portafoglio sembra, almeno ora che la rivoluzione culturale “meno-auto” è ancora lontana, l’unico deterrente all’uso sconsiderato dell’automobile in città. Non si dovrebbe aver paura di tassare in qualche modo chi proviene da fuori, un po’ come accade a chi si reca in centro; ciò potrebbe riguardare anche il nostro quartiere, dove piazza Abbiategrasso rappresenta un problema di congestionamento in quanto capolinea mal ubicato, poiché avrebbe dovuto essere realizzato molto più in periferia.
- Le Amministrazioni potrebbero creare una sorta di rete con le aziende e le società al fine di premiare quelle più attive dal punto di vista del disincentivo all’uso dell’auto (ad esempio che utilizzino navette per il trasporto dei lavoratori, o che in qualche modo si impegnino nel settore della telematizzazione del lavoro e/o dell’elettrificazione dei trasporti); insomma Comune, Provincia e istituzioni in generale dovrebbero almeno iniziare a farsi promotori culturali di un cambio di direzione.
mercoledì 14 novembre 2012
MacMahon: Verbale incontro del 14 novembre 2012
| Gruppo di zona: Mac Mahon | ||
| Bar di Via Delfico |
Moderatore: Alessandro Lastella
Verbalizzatore: Alessandro Lastella
GDL attivazione: Maria Laura De
Franceschi
Numero partecipanti: 12
Inizio: ore 21,15 (circa).
(Il verbalizzatore sicuramente non è
riuscito a trascrivere integralmente i vari interventi ma ha colto le
frasi ritenute essenziali così come pronunciate dai partecipanti.
Ognuno, se vuole, può integrare il presente verbale completando il
proprio pensiero).
Introduzione: Alessandro
Lastella
Brevi
risposte a domande su certificazione nel Portale Nazionale per
l’eventuale votazione Regionale prevista a Febbraio.
Si è ribadito inoltre l’importanza
all’iscrizione sia al portale nazionale
(http://www.beppegrillo.it/movimento/#_login)
che a quello milanese PB WORKS.
-Grazie Monica per la precisazione-
(1° giro di interventi sulla
scelta dell’argomento)
ANTONIO P.
Snellimento burocrazia.
ELISABETTA M.
Tasse
CHIARA Z.
Viabilità e Parcheggi.
ANTONIO S.
Piste ciclabili
DANILO S.
Sanita’
C. MASSIMO
Z. ROSI
Parcheggi.
R. SIMONE
Attivazione cittadini e eventi per far
conoscere il Movimento
GIOVANNI S.
Si astiene dichiarandosi solo
spettatore.
MONICA C.
Scuola.
CHIARA G.
Viabilità e piste ciclabili.
GIOVANNA M.
Scuola.
Argomento preponderante più’ votato
: Viabilità, parcheggi e piste ciclabili.
Secondo giro d’interventi:
ANTONIO P.
Consiglierei + indicazioni stradali.
Maggiore manutenzione stradale. Sono favorevole alla costruzione di
nuovi Silo all’interno di Milano per aumentare i parcheggi. Il
servizio ATM a in questa città è buono se non ottimo. Sono per
l’allargamento di piste ciclabili per utilizzarle di più.
CHIARA.
Il problema parcheggi va discusso col
Comune. Bisogna avere più rispetto e senso civico.
Non sono soddisfatta del servizio ATM
causa continui ritardi.
Pochi parcheggi presenti nel quartiere
ma anche troppe macchine ritengo che la gente le usi troppo.
ANTONIO S.
Credo che
bisognerebbe disincentivare l’utilizzo dell’automobile a favore
di trasporto pubblico e piste ciclabili. Queste ultime dovrebbero
integrarsi nella viabilità così come avviene nelle più importanti
città europee. E’ importante incentivare l’utilizzo della
bicicletta garantendo anche, cosa non secondaria, la sicurezza di chi
sceglie le due ruote per i propri spostamenti. L’aumento delle
linee della metropolitana ed, in generale, della capillarità del
servizio pubblico è fondamentale per consentire quella libertà di
movimento che costituisce condicio sine qua non per il disincentivo
all’utilizzo dell’auto.
DANILO
Sono favorevole a piu’ parcheggi e
alla ristrutturazione di edifici fatiscenti.
Disincentivare l’utilizzo dell’auto.
Eliminazione delle strisce blu a
pagamento: “Dovrebbero Toglierle!”
Più rispetto ed educazione per gli
autisti di mezzi privati.
MASSIMO C.
Massimo risulta essere molto
determinato e fermo sui suoi punti:
1. Stop costruzione M4 e M6
2. Incentivare con mezzi informativi
efficienti il passante ferroviario.
3. Sicurezza percepita e reale
4. Tassa per chi entra a Milano con la
macchina.
Le piste ciclabili devono essere
incentivate con un eventuale allargamento.
ZEMA.
“Contesto che nella mia via la sera
del lavaggio strade io sia costretta a parcheggiare sul marciapiede
non riuscendo ogni volta a trovare un parcheggio” e continua:”Vi
sono dei macchinari utilizzati dall’ANSA predisposti per passare
sotto le auto, non vedo la necessità di parcheggiare sul
marciapiede.”….
SIMONE.
Togliere i parcheggi in città’.
Costruire nuovi parcheggi ai limiti
della città in corrispondenza di Metropolitane e Linee ferroviarie
come fanno alcune metropoli europee.
Favorevole alle piste ciclabili
potenziandone il servizio.
MONICA
Il problema parcheggi è importante. Mi
piacerebbe avere il parcheggio vicino casa per residenti.
Bisognerebbe avere una pianificazione
di piste ciclabili del quartiere.
CLAUDIA
“Non sopporto le macchine
parcheggiate sui marciapiedi!”. Sono favorevole all’inserimento
di piste ciclabili. Ci vogliono più vigili per il controllo delle
strade.
GIOVANNA
Milano necessità di più piste
ciclabili diversificate e controllate come ad esempio il modello di
Berlino.
Il PEDIBUS è una soluzione valida per
ridurre il traffico cittadino, nella nostra zona questo servizio è
stato molto efficace trasportando bambini nelle proprie scuole.
Sono contraria ai parcheggi
sotterranei.
Vi è spazio per il terzo giro di
consultazioni.
SIMONE
Sono favorevole all’introduzione
nelle scuole elementari come la Rinnovata della materia “Educazione
Civica”.
DANILO
Introduzione di un tariffario
particolare per i Taxi: “Secondo me bisognerebbe quotare le tariffe
per il servizio taxi con cifre precise in base alla destinazione
fissata”.
ELISABETTA
Rivalutazione dei pass per portatori di
Handicap, mi hanno tolto il pass ingiustamente!
CHIARA
Ci vuole più senso civico e rispetto
delle regole.
ALESSANDRO LASTELLA
Il problema parcheggi è un punto
importante in questa metropoli, gran parte delle strisce blu sono
illegali perché eccedono nella percentuale totale dei parcheggi in
Milano. In una città vi è una percentuale di parcheggi blu (A
pagamento), gialli(Per residenti) e bianchi (Liberi).
Per la riduzione del traffico propongo:
- Car Sharing elettrico con molte più colonnine per la ricarica.
- Incentivazione del telelavoro presente nel programma a 5 Stelle.
ELISABETTA
Per alcune procedure bancarie il
telelavoro potrebbe essere poco sicuro.
(Chiusura discussione)
Giorno della settimana in via
preferenziale per i prossimi incontri: MERCOLEDì
Data per il prossimo incontro:
mercoledì 5 dicembre 2012
Chiusura assemblea: ore 23,15 (circa)
Il
verbalizzatore
Alessandro
Lastella
lunedì 12 novembre 2012
Piola: verbale incontro del 12 novembre 2012
ARGOMENTI DI
INTERESSE:
PATTY: tutela degli
animali e dei più deboli
LAURA: sanità
MAURIZIO: questione
dell’Euro, tenerlo o no
GIULIO: come il
movimento si può tutelare dai”volta gabbana”
PIETRO: cultura e
spazi di aggregazione
SARAH: ambiente
SILVANA: corruzione
GIOVANNI:
provvedimenti da prendere subito dopo ever preso il potere
GUIDO: evasione
fiscale
ARGOMENTO DELLA
SERATA: Qual
è il problema principale da risolvere? Questione della
“pulizia”della classe politica esistente e possibili soluzioni.
Guido:
proposta di mettere tutti i conti correnti on-line, la situazione
patrimoniale deve essere pulita e limpida, dichiarazione dei redditi
di tutti gli italiani.
Laura:
trasparenza anche all’interno del movimento, pubblicazione dei
redditi e patrimoni on-line degli eletti-candidati (trovare quindi
modalità per accertare fondi patrimoniali non dichiarati).
Patty:
problema di raggiungere persone che non sanno usare il computer e
che non possiedono internet , ad esempio gli anziani, questione della
legge elettorale, limpidezza delle attività del movimento, modifica
della legge sui bandi pubblici.
Maurizio:
la partecipazione in televisione potrebbe raggiungere un maggior
numero di persone, inasprimento delle leggi.
Giulio:
controllo dei nuovi entrati nel movimento per evitare che si
candidino solo per fare carriera.
Pietro:
distinguere le persone che agiscono per interesse personale (es
tramite tangenti).
Sarah:
questione della TAV (da ricollegare alle tangenti), piano edilizio
redatto in modo regolare, regolamentazione della cementificazione.
Silvana:
responsabilità di chi governa anche da un punto di vista legale,
deve essere allontanato dalla politica e risarcire i danni che ha
fatto.
Giovanni:
prevenire è meglio che curare, requisito fondamentale l’onestà’.
Come prevenire i furbi? Fedina penale pulita, indagini del movimento
tramite internet , quando si scopre una violazione del bene comune
deve esserci una responsabilità oggettiva.
Guido:
controllo sulle banche: resoconti delle operazioni finanziarie per
prevenire la delinquenza, penalizzazione del falso in bilancio.
Laura:
questo
movimento deve condizionare la giustizia prendendo il meglio degli
altri Paesi.
Patty:
eliminazione
fondazioni e strutture che non dichiarano le tasse (come compagnia
delle opere).
Maurizio:
la corruzione ha l’arma dei grandi capitali che possono corrompere
con facilità. Rifare la cassa del mezzogiorno. Solidarietà col sud
ma leggi anticorruzione inasprite.
Giulio:
Registrare una dichiarazione di un candidato rilasciata prima così
se poi trasgredisce viene inchiodato alle sue responsabilità.
Pietro:trasparenza
importante, fare chiarezza su Sismi ecc., anni 70 hanno forse
fomentato il terrorismo. L’apparato è in ombra, l’ombra dirige.
Silvana:
Giustizia, applicazione delle pene oltre che inasprimento.
Giovanni:
selezione classe dirigente:ci vogliono anni di formazione, gavetta e
tirocinio. Creare uno stile associabile al Movimento 5 Stelle, la
incorruttibilità deve essere evidente in ogni occasione. Dopo due
anni sostituzione dei dirigenti per evitare connivenze. Prevenire la
falsificazione dei bilanci e la furbizia tramite il controllo, creare
un apparato di controllo che deve essere modificato nel tempo.
Laura:
riproporre il referendum per l’abrogazione dei finanziamenti ai
partiti (o rimborsi elettorali come attualmente erogati)
Patty:
eliminare il quorum del 50%, permettere solo scheda bianca o nulla ma
non permettere l astensione.
Maurizio:
trovare un altro portavoce oltre a Grillo per non essere troppo
associati a lui.
Giulio:
Partecipare a un grande congresso in cui discutere i vari aspetti.
Pietro:
stipendi quantificati e resi pubblici, dibattiti su argomenti scelti
in base alle nostre esperienze.
Silvana:
problema della mancanza di tempo per la preparazione alle elezioni e
per formare un gruppo di consulenti validi.
Giovanni:
(conclusioni)
Obiettivo non del
tutto raggiunto perché sono state fatte proposte ma non ne è emersa
una da votare
-Controllo dei
candidati
-Formazione dei
quadri
-Regole, la prima
regola-guida deve essere l’onestà
-Quando si parla a
nome di M5S bisogna subordinare i soggetti al movimento, questo
previene la corruzione.
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